Festival èStoria 2018

Gorizia 18/18 al Festival èStoria (14-20 maggio 2018) con numerosi incontri, mostre e conferenze. Di seguito il programma completo:


Venerdi 18 Maggio – Mattina

Dal Piave all’Isonzo: il fiume della memoria
Raccolta di testimonianze per la realizzazione di una mostra partecipata sulla narrazione della Grande Guerra

Nell’ambito di èStoria 2018 prende avvio la raccolta di testimonianze per la realizzazione della mostra partecipata storico-documentale e multimediale Dal Piave all’Isonzo: il fiume della memoria sulla narrazione della Grande Guerra (1914-1918). La raccolta verrà curata e coordinata dall’Associazione culturale ISONZO-Gruppo di Ricerca Storica, che in una postazione dedicata provvederà a far raccogliere testimonianze e memorie dei cittadini.
I cittadini sono invitati a portare e condividere le proprie memorie e testimonianze legate al primo conflitto mondiale. Le testimonianze della cittadinanza verranno raccolte e digitalizzate per poi essere condivise, non solo nell’ambito della mostra storico-documentale, ma anche su una piattaforma digitale permanente, volta a favorire il recupero e la valorizzazione della memoria storica.

La raccolta si inserisce all’interno del progetto GORIZIA 18-18, finanziato dalla Regione FVG, che vede il coinvolgimento di Comune di Gorizia, Associazione èStoria, ISIG-Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia e Associazione culturale ISONZO-Gruppo di Ricerca Storica. Il progetto è da intendersi quale grande evento che racchiude appuntamenti diversificati e diffusi, che verranno realizzati nell’arco di un anno (primavera 2018-estate 2019), con il fine di promuovere e consolidare la memoria storica legata agli eventi salienti avvenuti in FVG tra il 1918 e il 1919, valorizzando i territori dell’isontino-transfrontaliero, che da teatro di guerra si è sviluppato come laboratorio di pace.

 

Dall’Isonzo a Mladà Boleslaw

Un incontro a partire dal testo in nuova edizione di Italo Maffei, un ufficiale della Brigata Spezia che combatté sul medio Isonzo, sull’Altopiano di Asiago, sul Carso e durante la Battaglia della Bainsizza, dove viene preso prigioniero e tradotto a Mladà Boleslaw in Boemia.
Sarà liberato alla fine di ottobre del 1918 dai separatisti cechi dei “Sokol”. Un diario molto intenso e scritto magistralmente pubblicato per la prima volta nel 1968 grazie ad appunti presi “sul tamburo”, come amava dire l’autore.

In collaborazione con Associazione storico-ricreativa Carsoetrincee

 

Stelvio e Spluga, porte per la Lombardia. Dai Romani alla Linea Cadorna, i forti di Colico a difesa d’Italia

L’incontro passa velocemente in rassegna le occupazioni straniere, e le invasioni, che dallo Stelvio e dallo Spluga si sono succedute senza soluzione di continuità in questa zona poco conosciuta d’Italia. Colico è al crocevia tra Valchiavenna e Valtellina e fin dal 57 d.C., ha difeso l’Italia del Nord dalle invasioni prima dei barbari e poi di tutti gli altri “pretendenti”. Focus particolare sui forti di Fuentes (1603) e Montecchio Nord (1914), che sono stati decisivi per la difesa spagnola dei confini del Ducato di Milano, il primo, e del sistema difensivo del Regio Esercito alla Frontiera Nord (più conosciuto come Linea Cadorna), il secondo.

Interviene Marcello Villani
In collaborazione con Museo della Guerra Bianca in Adamello di Temù (BS)

 

L’occupazione austro-germanica delle terre italiane (ottobre 1917-novembre 1918)

Un quadro documentato delle spoliazioni subite dalla popolazione friulana e veneta delle terre occupate fino al Piave dopo la rotta di Caporetto, in particolare nella provincia di Udine, che allora comprendeva anche Pordenone. In seguito alla scelta dei due Alleati di gestire militarmente il territorio con un governatorato militare il Feldmaresciallo de Boroevic ne divenne il massimo responsabile dal gennaio del 1918. A lui è da attribuire la creazione di un triplice appartato burocratico, a cui apparteneva il Wirtschaftsgruppe (gruppo economico) funzionale al rastrellamento delle risorse del territorio.

Conversano Elpidio ElleroRoberta Corbellini
In collaborazione con Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione

 

La maledetta barca

I retroscena poco noti sul contesto politico e militare che determinò l’arrivo dell’Italia a Trieste il 3 novembre 1918.

Interviene Marina Rossi

 

 

Venerdì 18 Maggio – Pomeriggio

La Grande Guerra: cambiamenti e continuità

A cent’anni dalla fine del conflitto, una riflessione su cesure e continuità in diversi ambiti: tattica, armi, tecnologia, scienza; percezione della società e della guerra; trasformazioni politiche e civili; approccio al combattimento; nazioni entrate in guerra ed uscite dalla guerra durante il conflitto.

Interviene Marco Cimmino

 

Profuganza e migrazioni: le migrazioni di Gorizia da Caporetto a Versailles, 1917-19

Con tre anni di fronte alle sue porte e la presa italiana, Gorizia era una città spopolata e militarizzata. I suoi abitanti costretti a diventare profughi in terre lontane. I passaggi di mano della città da Caporetto alla firma della pace portarono un susseguirsi di flussi che trasformarono il volto multietnico della città.

Conversano Lorenzo Fabrizi e Bruno Pascoli
In collaborazione con Isonzo Gruppo di ricerca storica

 

I giovani del ’99 raccontano la Grande Guerra

Giovani italiani, austriaci e croati nati un secolo dopo quei ragazzi che nel 1917 furono mandati improvvisamente al fronte, ricordano alcuni episodi e personaggi che hanno caratterizzato quell’anno di guerra. Lo fanno usando linguaggi e tecniche contemporanee, tra cui il fumetto, il video, il power point, la fotografia, il racconto breve. La selezione di lavori che presentano, è stata realizzata durante l’a.s. 2017-18, nell’ambito del progetto omonimo promosso da “Radici&Futuro” ed inserito dalla Presidenza del Consiglio nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale. Pertanto sarà inevitabile parlare di Caporetto e dei “ragazzi del ’99”, ma non solo. Spazio sarà riservato anche ai profughi di guerra e ai prigionieri italiani in Russia, alle presenze di Hemingway e Kipling in Friuli, alle imprese di Luigi Rizzo e ai piloti Maurizio Pagliano e Luigi Gori, cui è oggi intitolato l’aeroporto di Aviano.

Introduce Laura Capuzzo; Coordina Francesco Zardini; Intervengono
delegazioni di studenti delle scuole di Trieste, Cervignano, Graz, Buie e Pola coinvolte nel progetto

In collaborazione con Radici & Futuro Onlus di volontariato culturale, Trieste

 

Poeti nella guerra. L’epica della trincea ne «La Buffa» di Giulio Camber Barni

Umberto Saba scrisse che «i poeti dell’altra guerra furono Ungaretti, e su un altro piano (popolare) Giulio Barni». La Buffa di Giulio Camber Barni è pressoché un unicum nella poesia italiana della Grande Guerra. Originalissima l’ottica che vi si esprime, di un’«epica delle trincee» coral-popolaresca con cui Camber Barni guarda alle sofferenze di un popolo di fanti-contadini che nelle trincee del Carso mescola assieme le sue paure e il suo coraggio, situazioni di umanissima commedia e drammatiche condizioni di esistenza. L’incontro presenta un’accurata edizione critica che coglie lo spessore delle varianti operate da Camber Barni tra le edizioni del 1920-21 e del 1935.

Intervengono Fulvio Senardi, Lorenzo Tommasini; Coordina Walter Chiereghin

In collaborazione con Centro Studi Scipio Slataper (Trieste), Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione di Trieste e Gorizia, Associazione culturale Il Ponte Rosso (Trieste), Rivista «Il Ponte rosso»

 

 

Sabato 19 Maggio – Mattina

Dal Piave all’Isonzo: il fiume della memoria
Raccolta di testimonianze per la realizzazione di una mostra partecipata sulla narrazione della Grande Guerra

Nell’ambito di èStoria 2018 prende avvio la raccolta di testimonianze per la realizzazione della mostra partecipata storico-documentale e multimediale Dal Piave all’Isonzo: il fiume della memoria sulla narrazione della Grande Guerra (1914-1918). La raccolta verrà curata e coordinata dall’Associazione culturale ISONZO-Gruppo di Ricerca Storica, che in una postazione dedicata provvederà a far raccogliere testimonianze e memorie dei cittadini.

 

I cittadini sono invitati a portare e condividere le proprie memorie e testimonianze legate al primo conflitto mondiale

Le testimonianze della cittadinanza verranno raccolte e digitalizzate per poi essere condivise, non solo nell’ambito della mostra storico-documentale, ma anche su una piattaforma digitale permanente, volta a favorire il recupero e la valorizzazione della memoria storica.

 

1918 

L’ultimo anno di guerra ripercorso nelle sue tappe fondamentali, con speciale riguardo al fronte italo/austriaco.

Intervengono Marco Cimmino, Gerhard Hirschfeld, Erwin Schmidl; Interviene e coordina Pierluigi Lodi

 

Proiezione: Trincee del mare (di Pietro Spirito e Luigi Zannini, prodotto dalla sede Rai Friuli Venezia Giulia)

Prodotto dalla Sede RAI per il Friuli Venezia Giulia per la regia di Luigi Zannini racconta gli sviluppi e lo svolgersi della Grande Guerra nel Nord Adriatico attraverso alcune fra le tracce e i relitti lasciati dal conflitto sul fondo del mare. Il documentario ricostruisce lo svolgersi dei quattro anni di combattimenti dal golfo di Venezia a quello di Trieste, dalla laguna di Grado alle coste dell’Istria, esplorando i relitti e i resti sommersi di quegli scontri. Con alcune scoperte sorprendenti, come il relitto della zattera armata posta a guardia di Grado e fatta esplodere dagli italiani in fuga dall’isola dopo Caporetto, o il pontone italiano armato affondato alle foci dell’Isonzo, o ancora i resti dell’imbarcazione austriaca carica di munizioni destinate al fronte colata a picco durante un fortunale al largo di Grado nel novembre del 1917.

Intervengono Pietro Spirito, Luigi Zannini

 

Grande Guerra e finis Austriae. Stato e nazione nel socialismo triestino di Angelo Vivante

Angelo Vivante è stato uno degli esponenti di maggior spicco del socialismo triestino dei primi del ‘900. Austro-marxista di lingua e cultura italiana, fedele all’ideologia dell’internazionalismo proletario, ha dedicato il suo impegno allo studio della situazione politica, sociale ed economica di Trieste alla vigilia della Grande Guerra («Irredentismo adriatico», 1912) e alla battaglia politica contro i nazionalismi e in favore della pace. L’incontro farà il punto sugli studi internazionali dedicati alla sua figura e ai suoi scritti.

Intervengono Luca G. Manenti, Luca Zorzenon; Coordina Pierluigi Sabatti

In collaborazione con Centro Studi Scipio Slataper (Trieste), Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione di Trieste e Gorizia, Associazione culturale Il Ponte Rosso (Trieste), Rivista «Il Ponte rosso»

 

Nordest: dall’Ottocento alla Grande Guerra

Un approfondimento che, iniziando dal quadro delle numerose partenze da Veneto e Friuli nel corso dell’Ottocento alla ricerca di una vita migliore, esaminerà in particolare il contesto della Grande Guerra e degli spostamenti forzati che interessarono queste terre già sconvolte dal conflitto.

Intervengono Emilio Franzina e Paolo Malni

 

Le cavità della Valle dello Judrio adattate per scopi bellici durante la Grande Guerra

Interviene Marco Meneghini

In collaborazione con Centro ricerche carsiche Seppenhofer, Gorizia

 

 

Domenica 20 Maggio – Pomeriggio

Storia contemporanea in Friuli: Artisti friulani nella Grande Guerra

In occasione del centenario della Grande Guerra, un approfondimento sull’arte figurativa. Sul campo di battaglia si composero non solo poesie, tavole paro-libere, ma anche schizzi, dipinti, opere che recentemente varie mostre in Italia e all’estero hanno ampiamente valorizzato e che hanno cambiato il corso della storia dell’arte contemporanea. Tra le file degli “artisti-combattenti” figurano molti friulani (Vittorio Cadel, Albino Candoni, Pietro Cassutti, “Futurciotti”, Luigi De Giudici), alcuni con l’incarico di disegnare i campi di battaglia (Italico Brass, Fabio Mauroner o Livio Bondi).

Conversano Alberto Buvoli e Isabella Reale

In collaborazione con Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione

 

La fine dell’impero ottomano e la catastofe delle minoranze

Nel 1923 il trattato di Losanna regolamenta uno scambio di popolazione tra Grecia e Turchia di circa due milioni di persone. Si tratta del punto di arrivo di un processo che aveva visto il crollo dell’impero ottomano sotto i colpi della rivoluzione dei giovani turchi, della Grande Guerra e di Atatürk. Si chiudeva così una tradizione di convivenza tra popoli diverse, in una serie di drammi come quello del genocidio armeno, delle espulsioni e delle diaspore di numerose radicate comunità.

Intervengono Mustafa Aksakal, Siobhan Nash-Marshall, Antonia Arslan; Interviene e coordina Marco Cimmino

 

1915-1917. Doppio sguardo sulla Testa di ponte di Tolmino (Il Sentiero della pace)

Per raccontare la situazione attuale del patrimonio storico della Prima guerra mondiale sul fonte dell’Isonzo. Inoltre, dopo aver esaminato a partire da Tolmino 1915-1916 l’ottica italiana, ecco il punto di vista dell’esercito austro-ungarico.

Intervengono Guido Alliney, Lovro Galić, Mihael Uršič; Coordina Marco Mantini

In collaborazione con Fondazione Pot miru – Sentiero di Pace, Kobarid