Inaugurato il monumento voluto da “Isonzo” ai goriziani nell’Armata austro-ungarica
È stato inaugurato sabato 22 novembre 2025 il monumento che ricorda i cittadini goriziani che servirono durante la Grande guerra nell’armata austro-ungarica. Posizionato nella parte frontale che dà su Corso Italia del Parco della Rimembranza, presenta la forma di un tronco di piramide, che ricorda la tipica foggia di simili monumenti ai Caduti di epoca bellica costruiti dalla Duplice monarchia. Sui quattro lati è riportata la riproduzione della Karl-Truppen Kreuz, con l’iscrizione al suo interno “Vitam et sanguinem” e gli anni in numeri romani MCMXIV e MCMXVIII, e la frase “Ai goriziani in servizio nell’armata austro-ungarica che dall’agosto del 1914 partirono per i lontani fronti di guerra dai quali moltissimi non fecero ritorno”, scritta in italiano, sloveno, friulano e tedesco, le quattro lingue, una per lato, che un tempo erano parlate a Gorizia. Il monumento, opera degli ingegneri Marco Geromin e Bruno Pascoli, è costato 17.000 euro coperti in toto dai fondi dell’Associazione “Isonzo” che lo ha donato alla città.
Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti il Presidente di “Isonzo.Gruppo di ricerca storica odv” Andrea Spanghero, il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, l’assessore alla Cultura del Comune di Gorizia Fabrizio Oreti, il Presidente degli Amici della Croce Nera Franco Stacul. Presenti anche un rappresentante del Comune di Nova Gorica e le rappresentanze di alcune associazioni d’arma. Dopo i discorsi di rito il socio di “Isonzo” don Valter Milocco ha benedetto il monumento pronunciando parole molto sentite dai numerosi presenti. Il Silenzio suonato dal trombettiere reso disponibile dalla Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” ha solennizzato ancora di più questo importante momento di ricordo e memoria storica.
Riportiamo di seguito il discorso pronunciato dal Presidente di Isonzo, Andrea Spanghero:
La Grande guerra determinò un profondo mutamento nell’assetto geopolitico dell’Europa: erano crollati i grandi imperi, Ottomano, Tedesco e soprattutto Austro Ungarico. La dissoluzione di quest’ultimo determinò la nascita di numerosi stati nazionali, quali la Polonia, la Cecoslovacchia, e la Jugoslavia, dapprima denominata Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Il nostro territorio fu annesso al Regno d’Italia dopo quasi 900 anni di storia in cui aveva sempre gravitato nel mondo tedesco e mitteleuropeo, dapprima quando la Contea di Gorizia era uno stato autonomo, retto da una dinastia comitale di origine carinziana, e successivamente, alla morte dell’ultimo conte Leonardo, avvenuta nel 1500, quando passò per testamento ai possedimenti degli Asburgo.
Nel primo dopoguerra molti stati, prevalentemente appartenenti al gruppo delle potenze vincitrici, pianificarono la commemorazione dei propri caduti: l’Italia realizzò le celebrazioni del “Milite Ignoto” in cui fu coinvolta l’intera nazione in un momento di coesione e partecipazione collettiva, ma per i vinti, coloro cioè che avevano militato nell’armata austro ungarica, non vi era posto nelle celebrazioni pubbliche e vennero gradualmente rimossi dalla storia, come se non fossero mai esistiti! L’unica loro colpa fu quella di aver assolto al proprio dovere fin all’ultimo, rispondendo al richiamo della propria Patria! Dei molti che partirono dalle nostre terre solo pochi ebbero la ventura di rientrare a casa, molti caddero in combattimento o per effetto di malattie, e di molti non si seppe più nulla, inghiottiti dal turbine delle sfortunate battaglie, oppure dalla rivoluzione russa, quando le opposte fazioni reclutarono a forza anche i prigionieri di guerra, pur di prevalere sull’avversario!
Il ricordo di quanti non tornarono era confinato agli ambiti familiari, che ne mantenevano viva la memoria, ma anche il potersi raccogliere in preghiera sulla tomba dei propri cari portando un fiore era precluso: non era infatti pensabile affrontare un viaggio alla volta di territori così lontani per cercare i propri congiunti nei molti criteri di guerra sorti lungo il fronte orientale! Un viaggio che i nostri militari intrapresero raggiungendo la linea del fronte, che si trovava nelle lontane terre di Galizia e Bucovina, solo dopo diversi giorni di viaggio: ma nel primo dopoguerra la duplice monarchia non esisteva più, sostituita come detto da nuovi stati nazionali che fissando i propri rispettivi confini ruppero la continuità di quel territorio precedentemente unito. Impresa divenuta assolutamente impossibile nel secondo dopoguerra con la creazione della cortina di ferro!
Dopo più di cento anni dalla fine della Grande guerra l’Associazione Isonzo – Gruppo di ricerca storica di Gorizia ha deciso di realizzare questo modesto monumento da donare alla città con l’obiettivo dichiarato di risarcire questi concittadini per il colpevole silenzio nel quale sono stati fatti sprofondare, ridando loro quella dignità e quella memoria di cui erano stati privati. Ricordare queste persone rappresenta un dovere morale per tutti noi, nei confronti dei nostri nonni, bisnonni, zii e parenti: in pratica la nostra storia!
Il manufatto ha assunto la tipica forma tronco piramidale che caratterizza molti monumenti eretti dalle forze armate austro ungariche a ricordo dei propri caduti, come ne esistono proprio qui vicino a Gorizia sul Monte San Michele in memoria degli Honved ungheresi che caddero combattendo in quei luoghi. Reca su ognuna delle facce un semplice pensiero scritto nelle quattro lingue al tempo correntemente parlate in città: l’italiano, lo sloveno, il tedesco ed il friulano, e riporta i principali fronti di guerra ove i nostri furono inviati a combattere.
Oggi stiamo vivendo un momento magico con Nova Gorica e Gorizia capitale europea delle cultura, a significare il prezioso lavoro di relazioni e collaborazione messo in atto dalle rispettive amministrazioni in anni di proficuo lavoro, e siamo proiettati verso un futuro europeo che ci auguriamo sempre più forte e condiviso. Ma per costruire un futuro è necessario conoscere la propria storia, e questa iniziativa vuol fare riemergere proprio la storia di quella moltitudine di uomini fino ad oggi colpevolmente dimenticati, ma che da oggi avranno il meritato ricordo!
Ringrazio il Comune di Gorizia, in primis il Sindaco, ma anche gli assessori coinvolti, per aver compreso queste finalità e per averle assecondate: da oggi anche tutti coloro che militarono nell’armata austro ungarica avranno un luogo che li ricordi all’interno del parco della Rimembranza, insieme a tutti quei monumenti che celebrano e ricordano alcuni dei momenti più importanti e spesso tragici della nostra città.

